Scrivere è il sogno di molte persone, da sempre il mio grande desiderio: trasmettere le emozioni, descrivere animi e palpiti, è in me. Una penna, un taccuino, un quaderno, un diario, sono i stati per molto tempo insostituibili confidenti. Decine, centinaia di parole buttate frettolosamente su di un foglio di carta che doveva per forza trattenere i miei segreti, che poi sapevano tutti. Pagine e pagine di testi che oggi mi appaiono senza significato, eppure nel momento in cui sono state scritte, tutto dipendeva da quello che ero persuasa nessuno avrebbe mai capito. Molti, troppi diari, ognuno diverso dall’altro. Amici silenziosi e fedeli, che hanno raccolto la mia fanciullezza e la mia adolescenza inquieta. Semplici oggetti, amici fidati che non potevano rivelare i miei piccoli, grandi celati. A distanza di molti anni, ho capito che la mia voglia di scrivere era un’assoluta necessità, nata dapprima come voglia di raccontare a qualcuno ciò che stava succedendo in un corpo ed una mente che crescevano, poi, come desiderio di creare anche per gli altri, per soggetti inesistenti materialmente, una vita che potesse essere lo specchio per altre esistenze. Per anni ho tenuto un resoconto dettagliato delle mie emozioni, di giorni apparentemente insignificanti, eppure nella loro routine, tutti straordinariamente diversi. Amavo credere soltanto nell’amore, nei buoni profumi, nell’elemento cromatico degli angeli. Ho capito, però, che crescendo si è costretti a credere in ciò che mai si dovrebbe conoscere. C’è anche l’odio, la violenza, gli odori cattivi, il nero. Su queste basi ho creato i miei lavori. Esperienze apprese dalle cronache buie di tutti i giorni, troppo vicine ad ognuno di noi, anche se non lo vorremmo mai. Ho voluto creare i miei lavori in maniera del tutto anticonvenzionale, sfidando le opinioni di chi voleva fossi differente. E’ coraggio?No, probabilmente solo testardaggine, incapacità di essere duttile, ma soprattutto voglia di essere un individuo con una propria personalità.

 

 

“C’era una volta un bel bambino dai biondi capelli e dagli occhi verdi come una foglia di menta.

Amava ridere, giocare, guardare il cielo, gli alberi.

Gli angeli ammiravano la sua perfezione e lo proteggevano dal cielo con le loro piumate estremità candide.

Non si distraevano mai da quell’essere di luce.

Un brutto giorno di pioggia, un demone rivale, invidioso della sua purezza perfetta, riuscì a catturarlo nella sua tela d’inganni, trasformandosi in uno dei fiori più belli del campo.

L’ingenuo bambino si è avvicinato e lo ha colto, allontanandosi oltremisura dai suoi guardiani alati.

Furono sufficienti pochi attimi, e il demone lo catturò strappandogli l’assoluta luminosità e recidendo le piccole ali bianche che gli spiriti celesti avevano già posto sulle sue fragili spalle di bambino.

Il demone lo inghiottì nel suo buio, e tutto ciò che prima si trasformava in bello al suo tocco, dopo, s’inceneriva per non ricrescere più…”

 

 

Da: “ UN SEMPLICE ATTO DI PIETA’ “  di Tiziana Paghini  -  Romanzo 2003

 

 

 

Alla costante ricerca di un editore che desideri o sappia apprezzare i miei testi, li voglio presentare in questo sito, ponendo in rilievo innanzitutto il mio stile.

Non posso dire di scrivere libri noir, gialli, drammatici.

In fondo,  le perplessità  sull’appartenenza del genere dei vari temi che propongo sono anche mie, non solamente di chi ha visionato le opere.

L’intestazione del mio sito: L’arte dell’individualità, vuole in realtà esprimere un concetto personale piuttosto chiaro che ho da molto tempo.

La tipicità di uno stile, per quanto possa risultare complessa e spiazzare i credo, rimane in ogni caso un’esternazione sacrosanta della personalità, e nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di circoscriverla per timore di fraintendimenti o di novità.

Normalmente, gli editori e i vari agenti letterari, esperti e consulenti a lauto pagamento,  sono refrattari nel considerare generi di letteratura eterogenei come il mio.

Non a caso, purtroppo, il mercato del settore è oltremodo saturo di argomenti troppo uguali l’uno all’altro.

Si ha sempre l’impressione di leggere le stesse cose.

Cambiano i luoghi, i personaggi, ma i colori di fondo sono sempre gli stessi.

Io credo, anzi, ne sono convinta, che un libro debba essere valutato anche per innovazioni che giungono dall’immaginazione stessa di colui che scrive.

Faccio un esempio: una storia d’amore, non deve essere sempre e solo una rappresentazione di ‘lascia e riprendi’, di fedeltà e corna, di ricchi e poveri.

Un romanzo di guerra, chiaramente fonderà le basi su questo tipo di ragionamento, ma il cinema stesso insegna che unire amore all’odio,  ragione al sentimento,  è  un ottimo mix, che il pubblico gradisce.

Un bel diamante si apprezza anche e soprattutto per le sue taglienti sfaccettature.

L’editoria ha abituato i lettori ( compiacenti) a schemi decisamente precisi, e non ama investire le proprie risorse in novità che considera pericolose.

Tuttavia, mai ci prova, e mai saprà quanto al  pubblico possa piacere qualche cosa che si diversifica

dalle linee generali a cui tutti siamo oltremisura avvezzi.

I generi strutturati, per quanto ben scritti, rimangono comunque  smoderatamente articolati e chiusi in una sorta di gabbia per una pseudo legge non scritta da editori che pubblicano letteratura c.d.

Impossibile credere che non possa esserci altro nella mente di uno scrittore.

Impossibile credere di limitare la fantasia per paura di rischiare.

L’inventiva è un dono che nessuno dovrebbe limare, almeno fino a che non si lascia andare a limiti estremi che possono offendere la sensibilità e il buon gusto, ma questa è un’altra storia.

Nei miei testi, che in fondo hanno tanti stili e nessuno,  evidenzio il diritto ad esprimere temi e fantasia in maniera diversa (finalmente), per evitare di cadere nelle trappole di consumismo scontato che rinchiudono il pubblico.

E’ un invito esteso ai tanti aspiranti scrittori, al fine di riuscire ad esprimere al meglio se stessi per  poter essere davvero autori e non prodotti di altri.

 

                                                                                              Tiziana Paghini

 

 

 

 

 

 

 

Tiziana Paghini

L’arte dell’individualità

 

 

 

 

Un Modo Di Essere

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